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 NE’ MICROSPIE , NE’ INTERCETTAZIONI
Si disintegrano le accuse contro Franco Tassi e Collaboratori
Nuova vittoria giudiziaria per il Direttore “storico“ del Parco Nazionale d’Abruzzo Prof. Franco Tassi. Il Giudice ( GUP ) del Tribunale di Sulmona definitivamente pronunciando in merito al cosiddetto “ scandalo delle microspie “ che tanto inchiostro fece versare sulla stampa oltre cinque anni fa, in data 18 dicembre 2007 ha deciso “ non luogo a procedere, perché il fatto non sussiste “.
Questa decisione riguarda anche gli altri imputati Valentino Mastrella e Flavia Caruso, e del resto in tal senso si era espresso lo stesso Pubblico Ministero. La decisione, che chiude una fase importante del “ giallo del Parco ”, vale molto più di un’assoluzione piena in quanto si tratta di una situazione tanto chiara ed incontrovertibile, da non necessitare neppure un dibattimento. A miglior comprensione della vicenda, che aveva portato al brusco ed ingiustificato allontanamento del Direttore, va sottolineato in particolare che :
a) dal 01 febbraio 2002 l’interessato era assente per malattia ed il Presidente Fulco Pratesi ne era perfettamente al corrente;
b) nella sala del Consiglio Direttivo del 22 febbraio 2002 non vi era alcuna microspia e non venivano effettuate intercettazioni di sorta;
c) la “registrazione” della seduta era stata disposta dallo stesso Presidente Pratesi, che non aveva voluto ammettere alla riunione neppure i rappresentanti sindacali e della Comunità del Parco;
d) erano quindi gli Organi dell’Ente a voler “secretare”, per ragioni mai chiarite esaurientemente, i propri atti.
Dato che non vi erano state in precedenza contestazioni di alcun genere nei confronti del Direttore, appare evidente che le false accuse di intercettazione, interferenza e spionaggio furono, come emerge chiaramente dalla stampa dell’epoca, veri e propri pretesti per tentare di motivare, in assenza dell’interessato, la “cessazione del rapporto di fiducia”. E così giustificare pubblicamente l’illegittimo allontanamento del 2 marzo 2002, poi annullato dal Giudice del Lavoro.
Crolla così, come un castello di carte, l’intero impianto accusatorio architettato per eliminare un Direttore accusato di difendere troppo “rigorosamente “ il Parco.
Ulteriori particolari seguiranno nei prossimi comunicati.
COMITATO PARCHI
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