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Parco Nazionale Gargano
Curiosità: I Beni Culturali nel Parco Nazionale
Centri storici: 19
Aree Archeologiche: 19
Abbazie, Monasteri, Eremi: 20
Castelli & Torri: 27
Musei: 11
Ville Storiche: 3
Superficie: 121.118 ha
Informazioni
Via Sant'Antonio Abate, 119 - 71037 Monte Sant'Angelo (FG) Tel: 0884/565579
Cenni Geografici
Il parco tutela una eccezionale concentrazione di habitat diversi, che vanno dalle coste alte e rocciose, ai valloni caldi del versante meridionale, ricchi di specie rare ed endemiche di piante ed animali, alle faggete centrali situate ad una quota (300 m s.l.m.) assai più bassa del normale (circa 1000 m s.l.m.) e ricche di esemplari plurisecolari, alle pinete mediterranee di pino d'Aleppo, anch'esso presente con esemplari di oltre 500 anni di età. Dal punto di vista faunistico l'eccezionalità del promontorio é data dalla presenza, ad esempio, del capriolo (uno dei pochissimi nuclei autoctoni presenti nel paese) o delle specie di picchi (rosso maggiore, mezzano, minore, di Lilford, gli ultimi due assai rari e localizzati, presenti in Italia unicamente all'interno di aree protette) che sottolineano il valore naturalistico delle foreste. Il sottobosco delle foreste garganiche, come anche le praterie steppice, sono ricchissimi di fiori. Nel caso delle orchidee selvatiche, di cui il Gargano è la località più ricca d'Europa e del bacino mediterraneo, sono presenti ben 56 specie e 5 sottospecie. Deve essere ricordato infine il ruolo che il promontorio ha avuto nel passato di collegamento con la fauna e la flora della penisola balcanica, provato dal numeroso elenco di specie cosiddette "transadriatiche".
La Flora
Foresta Umbra: Residuo della primigenia e millenaria selva del promontorio del Gargano la Foresta Umbra costituisce l'ambiente più rappresentativo delle aree interne del Gargano. A dispetto delle devastazioni e dei dissennati disboscamenti degli ultimi tre secoli che hanno reso spoglie del manto forestale le pendici collinari e montane del Gargano, la Foresta ha conservato quasi intatto il suo maestoso e imponente rigoglio vegetativo con ricca varietà di specie e forme alborie e arbustive. Le attribuzioni del nome alla Foresta si perdono nella notte dei tempi e tutte, se pur accettabili, sono insufficentemente comprovabili e non forniscono una chiara lettura della denominazione. Per alcuni il nome Umbra deriverebbe da antiche popolazioni di Umbri (una tribù preistorica del ramo Celto), abitanti della foresta che erano soliti a scorribande e ruberie nei luoghi più bassi e fertili del promontorio a danno dei pastori nomadi; per altri più semplicemente luogo ombroso.
La Fauna
Le foreste garganiche vantano uno degli ultimi nuclei di Capriolo autoctono.
Troviamo anche il Gatto selvatico, la Martora, l'Arvicola rossastra e il Tasso. Picchio verde, Picchio rosso maggiore, minore, mezzano e dorsobianco abitano gli ecosistemi forestali maturi. Comune il Gheppio e lo Sparviero, mentre Falco pellegrino e Lanario, pur nidificanti, sono più localizzati. E' sconosciuto lo status di Astore e Gufo reale, mentre il Nibbio reale è estinto come nidificante malgrado l'ambiente sia potenzialmente idoneo.
Nelle aree steppiche e negli ecosistemi agricoli tradizionali è degna di nota, invece, la presenza di molte specie di alaudidi, dell'Occhione e dell'ormai rarissima Gallina prataiola. Queste zone, non del tutto ricomprese nella perimetrazione, rappresentano anche il territorio di caccia del Biancone e del Capovaccaio, quest'ultimo purtroppo estinto proprio in questi anni.
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