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Dolomiti Bellunesi: Il Consiglio approva il Piano di Gestione 2008 e avvia la revisione del Piano del Parco
Il desiderio di sfruttare la Tesperienza di questi anni per creare strumenti innovativi e ancora più vicini ai cittadini alla base della decisione.
Si sono svolti ieri, 23 gennaio, presso la sede del Parco, a Feltre, le sedute della Giunta esecutiva, del Consiglio Direttivo e della Comunità del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi. Il Consiglio Direttivo ha approvato il rendiconto del Direttore sulle attività 2007 e il Piano di Gestione per il 2008, già adottato dalla Giunta. Il Piano di Gestione contiene un dettagliato programma degli interventi e delle iniziative che l'Ente Parco intende realizzare nell'anno in corso e definisce, per i progetti più importanti, risorse, tempi e modi per la realizzazione degli interventi.
Tra le attività più significative messe in cantiere per il nuovo anno ci sono il completamento dei lavori per il giardino botanico in Val Brenton, la riqualificazione di Pian Falcina, l'allestimento del centro culturale "Piero Rossi" a Belluno e la realizzazione del centro per l'educazione ambientale "La Santina", in Val Canzoi.Il 2008 è anche l'anno dei 15 anni del Parco; il Piano di Gestione prevede un fitto calendario di incontri, convegni, manifestazioni culturali e promozionali. Tra questi un convegno internazionale per fare un bilancio di 17 anni di applicazione della legge quadro sulle aree protette in Italia, una mostra divulgativa a Valle Imperina sulla storia del Parco, concerti in alta quota e una edizione speciale della Festa del Parco, giunta alla quarta edizione. E' prevista inoltre la realizzazione di numerose pubblicazioni che illustreranno gli obiettivi raggiunti dal Parco in questi anni e molti dei risultati delle ricerche scientifiche e delle attività di pianificazione e gestione del territorio fin qui realizzate. Il Consiglio Direttivo ha anche approvato, ieri, la costituzione di un ufficio di Piano e di un comitato scientifico - istituzionale incaricati di avviare la revisione del Piano del Parco. Quello delle Dolomiti Bellunesi è stato il primo Parco Nazionale italiano a dotarsi di questo fondamentale strumento di pianificazione, fin dal 2001.
L'attuale Piano resta in vigore fino al 2011, tuttavia il Consiglio Direttivo ha ritenuto opportuno avviare fin da ora un suo aggiornamento. La scelta non è imposta dalla normativa, ma dettata dalla volontà di tesaurizzare l'esperienza fin qui accumulata. Il Piano delle Dolomiti Bellunesi è stato il primo in Italia, ora potrebbe diventare anche il primo Piano del Parco integrato con le nuove normative italiane e comunitarie approvate in questi ultimi anni. Tra le novità più importanti degli ultimi
anni c'è stata la nascita di SIC e ZPS (le aree di maggior rilevanza naturalistica individuate dall'Unione Europea nel territorio degli Stati membri), per le quali sono necessari piani di gestione.La revisione del Piano del Parco punta ad integrare le normative già esistenti nel Parco con i nuovi dettami comunitari.Grazie anche ad un accordo con la Regione del Veneto, già definito e ora in fase di approvazione, il Piano del Parco integrerà tutte le attuali normative regionali in materia urbanistica; in questo modo il cittadino avrà, nell'Ente Parco, un referente amministrativo unico e certo per tutte le attività che si realizzano all'interno dell'area protetta.Questo aggiornamento normativo voluto dal Consiglio costituirà una novità assoluta nel panorama italiano e sarà realizzato dagli uffici dell'Ente Parco, che potranno eventualmente avvalersi di uno o più professionisti esterni, qualora se ne presentasse la necessità.Vista la complessità dell'iniziativa il Consiglio Direttivo ha ritenuto necessario istituire un apposito comitato scientifico-istituzionale, che lo coadiuvi nelle fasi di approvazione del Piano.Il Comitato, coordinato dal Presidente del Parco, Guido De Zordo, è costituito da Marco Apollonio, Direttore del Dipartimento di Zoologia e Genetica Evoluzionistica dell'Università di Sassari ed ex consigliere dell'Ente Parco; da Carlo Blasi, Direttore del Centro Interuniversitario "Biodiversità, fitosociologia ed ecologia del paesaggio" dell'Università La Sapienza di Roma e Presidente della Società Italiana di Scienza della Vegetazione; da Valter Bonan, Presidente del Parco dal 1999 al 2004; da Augusto Foà, Direttore del Dipartimento di Biologia dell'Università di Ferrara e consigliere dell'Ente Parco; da Roberto Gambino, Preside vicario della II Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino; da Cesare Lasen, Presidente del Parco dal 1993 al 1998; da Guglielmo Monti, Soprintendente ai Beni Architettonici e del Paesaggio del Veneto orientale; da Giovanni Sburlino, Professore ordinario di Botanica Ambientale ed Applicata presso la Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali dell'Università di Venezia e consigliere dell'Ente Parco.Si tratta di personalità di riconosciuta competenza e professionalità nell'ambito della gestione e pianificazione del territorio e delle risorse naturali.Per dare il massimo risalto alle indicazioni che potranno emergere dalla cittadinanza il Consiglio Direttivo ha deciso di attivare una Agenda 21 collegata alla modifica del Piano e alle ipotesi di allargamento dell'area protetta.In questo modo tutte le decisioni inerenti questi due fondamentali atti di indirizzo saranno condivise con la popolazione e le realtà locali. Molte delle indicazioni sono già state raccolte nell'ambito del progetto AgEmas.Il Consiglio Direttivo ha anche approvato il regolamento per la pesca nel Parco nel 2008, che non presenta alcuna modifica rispetto a quello in vigore nel 2007.Nel pomeriggio si è invece riunita la Comunità del Parco. All'ordine del Giorno c'era la verifica dei risultati raggiunti dal progetto AgEmas e l'elaborazione di nuove strategie, per dare continuità al progetto.Gli Amministratori presenti hanno espresso soddisfazione per i risultati raggiunti, che hanno permesso di ottenere l'attestazione EMAS per un'ampia area geografica che comprende, oltre al Parco, l'intero territorio dei Comuni partner del
progetto: Belluno, Pedavena, Feltre, Ponte nelle Alpi e La Valle Agordina.La certificazione non costituisce però solo un traguardo, ma anche un punto di partenza, dal quale iniziare un percorso di continuo miglioramento delle prestazioni ambientali dei Comuni coinvolti. Le indicazioni emerse nell'ambito del progetto AgEMAS saranno estremamente importanti anche per realizzare al meglio la revisione del Piano Pluriennale Economico e Sociale del Parco, che sarà anch'essa avviata nel corso del 2008.
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