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Etnobotanica dello Zingaro - piante di uso popolare e ruolo nella ricerca scientifica PDF Stampa E-mail
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Logo ARFD (sicilia) Azienda Regionale Foreste Demaniali della SiciliaVirtù e segreti delle piante officinali tra antichi rimedi e nuove applicazioni, per un ben-essere naturale ed etico,il focus del convegno "Etnobotanica dello Zingaro" promosso dall'Azienda Regionale Foreste Demaniali in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Botaniche dell'Università di Palermo che si svolgerà venerdì 18 aprile dalle h.9,30 nella Riserva Naturale Orientata "Zingaro". Dall'uso terapeutico del Laurus Nobilis(meglio conosciuto come alloro) all'utilizzo in cosmesi della Malva Sylvestris,dall'uso dell'Opuntia (ovvero il ficodindia) le cui cladodi (dette volgarmente "pale) messe a riscaldare sopra il fuoco servivano nell'antichità a lenire i mal di pancia,dal Fraxinus ornus da cui ricava la manna utilizzata, come lassativo,il mondo delle piante officinali che caratterizza gran parte del territorio della Riserva Naturale dello Zingaro è un ponte tra antico e moderno.

Dopo la presentazione dei lavori da parte del Dott. Vincenzo Bertolino, Direttore della Riserva ed i saluti di Giuseppe Piraino e di Adriana Cogode, rispettivamente sindaco di San Vito Lo Capo e Commissario Straordinario di Castellammare del Golfo, il convegno affronta l'argomento grazie ad un pool di esperti che,dalla Prof.ssa Francesca Lentini del Dipartimento di Scienze Botaniche alla Prof.ssa Alessandra Carrubba del Dipartimento di Agronomia Ambientale al Prof.re Rosario Schicchi,del Dipartimento di Scienze Botaniche ,tracceranno un excursus antropologico-agrario e botanico delle piante tradizionali in Sicilia. Dall'utilizzazione nella medicina popolare agli effetti che il passaggio da piante spontanee a coltivate può avere sull'aspetto qualitativo (in termini di principi attivi) delle piante officinali alla strategie di conservazione "in situ" ed "ex situ"della flora officinale,messe in atto dall'Azienda Regionale Foreste Demaniali in sinergia con il mondo scientifico ed universitario. La prima, con la conservazione sul posto di ambienti ad alta naturalità come nel caso dello Zingaro dove sono state censite circa 700 specie vegetali tra cui alcune rare ma anche endemiche, simbolo del patrimonio di biodiversità vegetale dell'Isola. L'altra con la realizzazione di un sistema regionale della banca del germoplasma,realizzati nell'ambito del POR Sicilia 2000-2006. " Due i Centri Regionali di prossima apertura,ubicati uno nella Riserva naturale di Vendicari a Noto e l'altro nella Riserva naturale Bosco dellaFicuzza, a Godrano,alle porte di Palermo- -spiega la Dott.ssa Francesca De Luca-Ispettore Generale Facente Funzioni dell'ARFD- utilizzati come banche per il germoplasma agrario e forestale, in cui saranno presenti campi collezioni, impianti tecnologici per la raccolta, lavorazione e conservazione di semi agrari e forestali con l'obiettivo di conservare e moltiplicare il patrimonio genetico vegetale tipico della vegetazione e dell'agricoltura siciliana".Il convegno è l'occasione per presentare la mostra "Etnobotanica dello Zingaro"realizzata da Maria Canzoneri del Servizio 3° dell'Ente e da Francesco Alaimo, che racconta,tra immagini fotografiche ed i testi,tratti dal volume ,edito dall'Azienda " Il popolamento vegetale della Riserva Naturale Orientata dello Zingaro"delle piante spontanee utilizzate nella medicina popolare secondo la tradizione locale della comunità di Borgo Cusenza che dal ‘600 agli anni settanta ha abitato nel territorio dello Zingaro in una dimensione rurale e patriarcale."Un patrimonio di grande valore storico-culturale,sicuramente unico-.spiega il Dott. Vincenzo Bertolino Direttore della Riserva dello Zingaro-che rappresenta ,insieme alla bellezze naturalistiche di questo territorio, anche il suo vissuto più profondo".




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